I resti di una palafitta trovati in riva al lago, indicano che Moniga, era già abitata nel secondo millennio avanti Cristo. Di sicuro, la località divenne importante nell' epoca romana, per la sua vicinanza alla via Gallica. La denominazione del paese deriva dalla dea romana, Diana Munichia, che era particolarmente venerata: sembra che a questa dea, gli abitanti della zona di Moniga abbiano dedicato un santuario. Nel municipio di Moniga, si conserva un altare con la scritta: "Nettuno - Autore - et a Benaco sacro - Massimo Coeus - et Fabiano Catulus - voto adempirono".
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Così anche il Carducci descrisse il suo amore per Moniga, nelle "Odi barbare"
"Vuole Muniga attiche fole intessere,
mentre sui merli barbari fantasmi
armi ed amori con il vento parlano".

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